SVILUPPO LOCALE SOSTENIBILE

Le politiche ed i progetti di sviluppo locale per le città ed i territori stanno mutando forme e contenuti. La crisi verticale fiscale e della finanza pubblica, il cambiamento del quadro istituzionale e la redistribuzione ed il trasferimento di sovranità fiscale e di supervisione delle politiche da un lato verso la UE, dall’altro di competenze verso le forme statali, regionali o  di forme associate di gestione di servizi e funzioni amministrative rappresentano un radicale mutamento del quadro dei vincoli e delle opportunità per le amministrazioni locali e per le loro scelte progettuali e amministrative.

Le trasformazioni in corso e le riforme che in parte le veicolano rappresentano una sfida alle  comunità locali alla  loro capacità di pensarsi in un territorio coeso, che sappiano superare le difficoltà e le tendenze disgregatrici con unione tra le comunità, che sappiano vedere al di là degli interessi specifici per abbracciare gli interessi collettivi: i comuni che si troveranno a lavorare insieme nelle città metropolitane, nelle province riformate (o negli enti di area vasta che ne subentreranno) o nelle unioni di comuni dovranno avere la capacità di pensarsi come attori chiave dell’area vasta a cui appartengono ma che operano ad ogni livello in un ottica di rete e di partenariato.

Allo stesso tempo, secondo un percorso che riflette in parte il processo di cambiamento appena descritto, il settore privato (le imprese, le banche, il terzo settore) , le fondazioni e le forme consortili pubbliche e private acquistano un ruolo strategico di supporto e progetto del futuro delle comunità e i territori.

Da una parte l’agire amministrativo deve sapere porre effettivamente al centro della propria attività l’efficacia dei servizi pubblici e la semplificazione della vita per imprese, famiglie e cittadini.

Dall’altra lo sviluppo del territorio presuppone un radicale cambiamento dei modi di concepire ed elaborare progetti e programmi.

Il progetto dello sviluppo locale oggi — sia che esso ruoti intorno al concetto di sviluppo sostenibile e intelligente  urbano (smart) e del territorio (smart communities), al concetto di “aree interne” o a quello dei territori “resilienti” — non può più basarsi sui grandi programmi dispensatori di risorse finanziarie. Non è più possibile adattare e tradurre in modo inconsapevole e meccanico bisogni e obiettivi locali, snaturandoli e svalutandoli, a quelli di programmi regionali, nazionali ed europei, rispondendo ai “bandi”. Questi sono sempre meno, con meno risorse in dotazione e legati a requisiti e procedure più calzanti per verificare la coerenza degli obiettivi specifici e dei risultati attesi, l’efficacia delle azioni, l’ammissibilità delle attività co–finanziate. Vengono sempre di più favoriti contributi in conto interessi attraverso forme contrattuali o partenariali con soggetti specializzati anziché i contributi a fondo perduto. I “bandi” sono efficaci se diventano solo l’innesco, o la possibilità di sperimentare, azioni pilota o dimostrative nell’ambito di progetti anche complessi che costituiscano un reale e concreto patrimonio delle comunità e del territorio.

È necessario anticipare e non inseguire i “bandi”. Obiettivi e risultati attesi devono maturare attraverso un reale e sofferto confronto con il quadro problematico delle comunità e dei territori di riferimento, con i loro veri punti di forza e di debolezza, con le opportunità ed i vincoli esterni che li si prospettano. Devono emergere  attraverso l’analisi partecipata ed il coinvolgimento degli attori chiave locali. Gli ambiti di intervento, le azioni, le responsabilità attuative, gli indicatori di efficienza ed efficacia rispondere ad una logica progettuale solida e argomentabile a ogni passaggio. I progetti devono accompagnarsi di elementi di fattibilità e di analisi di rischio. In questi casi la qualità progettuale necessaria è misurabile sia in termini di coerenza e appropriatezza della logica progettuale — sia in termini formali che sostanziali —, sia come partecipazione ed inclusività del processo di progettazione.

S&T è in grado di affiancare le amministrazioni pubbliche, fondazioni, consorzi e tutti i soggetti che vogliano promuovere, costruire, attuare e monitorare progetti di sviluppo locale sostenibile. È in grado di articolare e declinare i processi di progettazione intorno ai temi chiave di:

  • Innovazione SMART intesa come “fare più con meno” con l’aiuto delle nuove tecnologie, della partecipazione dei possibili attori chiave dello sviluppo locale , del cittadino/ utente dei servizi, …;
  • Inclusione e innovazione sociale intese come forme di sperimentazione di nuove forme di welfare urbano e territoriale sostenibile da un punto di vista sociale e finanziario e coerente con il modello europeo;
  • Sostenibilità ambientale, finanziaria, gestionale, sociale degli interventi e le azioni di progetto;
  • Partenariato strategico e diversificazione delle fonti di finanziamento;
  • Concentrazione, efficacia e misurabilità degli impatti degli interventi e delle azioni di progetto
  • Valorizzazione degli investimenti pubblici già realizzati e/o in corso di completamento nell’ambito di programmi di sviluppo locale o urbano o territoriale realizzati/ in corso di realizzazione/ programmati.[l’assistenza tecnica al completamento degli interventi e allestimenti, al ri–orientamento dei programmi funzionali e gestionali volti ad una maggior sostenibilità]

Per sviluppare i processi di progettazione S&T si avvale di competenze specializzate e di strumenti e tecniche diversificate tra cui:

  • attività di comunicazione, organizzazione e gestione di eventi pubblici compatibili con le risorse disponibili e coerenti con il processo di progettazione e attuazione. Vengono privilegiati la famiglia degli strumenti Workshop e i Focus Group;
  • Project Cycle Management (PCM) e in particolare l’approccio del Quadro Logico (o Logical Framework) come suo strumento centrale come supporto alla progettazione
  • Il metodo GOPP (Goal Oriented Project Planning) che è una tecnica, non soggetta a copyright, che facilita nei gruppi la definizione, la pianificazione e il coordinamento dei progetti utilizzando un processo di coinvolgimento. Si tratta di una tecnica particolarmente indicata per la realizzazione di progetti in cui si chiede ai soggetti di una comunità (territoriale, organizzativa, di affari, ecc.) di contribuire attivamente portando i propri bisogni e le risorse da mettere a disposizione;
  • Analisi sulla fattibilità amministrativa, economica, finanziaria e gestionale di interventi e azioni e analisi e valutazione degli investimenti pubblici.

Nei prossimi anni particolare attenzione verrà dedicata ad individuare con i nostri committenti, sia per quanto riguarda l’identificazione che la progettazione e programmazione, interventi necessari e fattibili prioritariamente nei seguenti ambiti:

  • innovazione per la pubblica amministrazione e soluzioni tecnologiche e digitalizzazione per l’innovazione dei processi interni ed esterni all’amministrazione;
  • inclusione e innovazione sociale;
  • eco–efficienza e riduzione di consumo energetico  negli edifici e nelle strutture pubbliche;
  • ricorso a fonti rinnovabili per la produzione di energia;
  • tutela valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale e ambientale